Saluto del preside

L'Istituto Pontificio Sant'Apollinare, dal 1824 operante nel campo dell'educazione e dell'istruzione dei giovani di Roma, si sta cimentando con itinerari, strategie e mezzi per offrire alle nuove generazioni scuole di prestigio atte a promuovere percorsi evolutivi costruenti con impegno e responsabilità.

Mi soffermo sulla parola "responsabilità" ossia secondo l'etimo "capacità di fornire risposte" e sul vocabolo sapientia. Essere abili ed eruditi dicitori infatti non comporta porgere risposte sensate e valide.

Il nostro Istituto vuole proporre una "scuola delle competenze", dove non soltanto le conoscenze acquisite e le maturate capacità diventano abilità e autonomie via via più sicure, ma dove anche in primo luogo l'attenzione e la cura vanno alla promozione integrale della persona.

È nostra convinzione che i valori cristiani ed umani vadano voluti, acquisiti, coltivati e protetti. "La sapienza dell'anima", o come dice il salmo (Sal 90,12), "la sapienza del cuore" e "responsabilità". Un'unità diadica, quale abituale disposizione della persona a porsi in relazione con se stessa, con gli altri, con Dio e decidersi nei loro confronti impegnando e mettendo in gioco il proprio "sé" saldamente fondato e ben strutturato attraverso l'assimilazione di contenuti, il rigore nello studio e nella ricerca un personale stile di vita antitetici alla "pula che il vento disperde"(Sal 1,4).

La prestigiosa tradizione di formazione culturale, religiosa e civica dell'Istituto Pontificio Sant'Apollinare si rinnova, curando un serio permanente aggiornamento dei metodi didattici e pedagogici.

 Vuole, infatti mantenere l'alto livello di qualità dell'insegnamento e di affidabilità educativa che la connota, allenando gli studenti alla "fatica"(oggi non più esercitata ) dell'impegno nello studio e nella disciplina (cf lettera di Benedetto XVI sul compito urgente dell'educazione : "Si parla di una grande emergenza educativa, confermata dagli insuccessi a cui troppo spesso vanno in contro i nostri sforzi per formare persone solide, capaci di collaborare con gli altri e di dare un senso alla propria vita").

Il Progetto Educativo, l'Offerta Formativa, il Regolamento ed ora anche questo Mezzo Informatico di Comunicazione intendono coinvolgere tutti i protagonisti della formazione : genitori, studenti e operatori scolastici. Compito di tutti, a seconda del ruolo di ciascuno è quello di assicurare ed acquisire una formazione solida e validata, fruibile nel prosieguo degli studi e soprattutto nelle scelte di vita.

Il sito web dell'Istituto vuole facilitare lo scambio delle informazioni e intensificare il rapporto scuola - famiglia. Sappiamo quanto sia importante la condivisione autentica, leale ed effettiva degli obiettivi educativi. "Si educa attraverso ciò che si dice; di più attraverso ciò che si fa, ancor di più attraverso ciò che si è" (S. Ignazio d'Antiochia).

L'impegno di una continua progettazione ed innovazione anche tecnologica è sorretto dall'auspicio di rafforzare l'adesione di docenti, impiegati amministrativi, tecnici, ausiliari alla "missione" dell'Istituto Sant'Apollinare per

  1. qualificare sempre di più l'esercizio della professione in funzione delle modalità di apprendimento dei ragazzi di oggi;
  2. tenere desta la consapevolezza di essere coinvolti in un'azione ecclesiale che, come tale, chiede professionalità generosa e disponibilità ( cf lettera di Benedetto XVI sull'educazione : "Un' atmosfera diffusa, una mentalità e una forma di cultura che portano a dubitare del valore della persona umana, del significato stesso della verità e del bene, in ultima analisi della bontà della vita");
  3. alimentare e sostenere l'amore per le persone affidate alle nostra opera formativa.

"L'educazione - ammoniva S. Giovanni Bosco - è cosa del cuore... chi sa di essere amato, ama, e chi è amato ottiene tutto, specialmente dai giovani".

Pertinente ci sembra il versetto dell'Apocalisse: "Io quelli che amo li rimprovero ed educo" (3,19). Amare - rimproverare - educare. L'amore origina la sollecitudine educativa e la correzione ne fa parte. L'argomento meriterebbe di essere approfondito. Il verbo greco, tradotto qui con "rimproverare", propriamente significa "confutare, mostrare il torto". Mi limito ad una domanda: non sarà forse una scarsa passione educativa o un fraintendimento della stessa a produrre una certa resistenza a "rimproverare - refutare"? (cf lettera di Benedetto XVI sull'educazione : "La chiedono i genitori preoccupati e spesso angosciati per il futuro dei propri figli; la chiedono tanti insegnanti che vivono la triste esperienza del degrado delle loro scuole, la chiede la società nel suo complesso che vede messe in dubbio le basi stesse della convivenza.)

Vorrei che gli alunni, piccoli e "grandi", amassero la scuola, la vivessero come un luogo d'incontro, di progettazione, di scambio, di sana e ricca socializzazione. Sarebbe bello che ciascuno la riconoscesse come "sua", la sentisse importante sotto il profilo culturale e per la costruzione della propria identità di persona, di cristiano, di cittadino. Il percorso scolastico - come ogni altra strada - alterna certamente luci ed ombre, attimi di gioia e di dolore.

Ma resta pur sempre una fondamentale e preziosa esperienza per la conquista della consapevolezza di sé e della prontezza ad affrontare positivamente i cambiamenti, a dominare le difficoltà a superare i momenti di collaudo degli insuccessi (cf lettera di Benedetto XVI sull'educazione : " Anche la sofferenza fa parte della nostra vita. Perciò, cercando di tenere a riparo i più giovani da ogni difficoltà ed esperienza del dolore, rischiamo di far crescere nonostante le nostre buone intenzioni, persone fragili e poco generose.").

Non posso a questo punto dimenticare gli ex allievi del Sant'Apollinare. Perché non formare una squadra che, in spirito di cooperazione, arricchisca con le competenze e la disponibilità di tutti l'offerta formativa delle nostre scuole, integrandole con le sollecitazioni del mondo professionale e della società ? In fin dei conti ex alunni si diventa necessariamente, ma "apollinarensi" si può bene rimanere.

Giacché vi è una grande differenza tra ciò che si dice, ciò che si fa e ciò che si dice di fare, il mio apprezzamento a tutti coloro che - in qualsiasi settore della vita scolastica - operano e vorranno operare per tenere viva e rendere più incisiva la presenza dell'Istituto Sant'Apollinare nella città di Roma.

Un ringraziamento particolare va a chi si è prodigato alla realizzazione di questo lavoro.

 

Il Preside

Prof. Don Enzo Pacelli