Di Pasquale Daniela

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Di Pasquale Daniela2019-12-08T23:07:35+01:00

Daniela Di Pasquale

LATINO GRECO E ITALIANO liceo

Sono la professoressa Daniela Di Pasquale, insegno al Sant’Apollinare dal 2005, sono ben 15 anni che faccio parte di questo storico Istituto che, ormai, è una seconda casa per me.
Insegno sia al Liceo Classico (Latino, Greco ed Italiano) che al Liceo Scientifico (Italiano e Latino).

Prima della didattica, vorrei parlare dei miei primari obiettivi formativi ed educativi. Il principale é quello di infondere la giusta motivazione agli alunni, non è sempre facile ma con le giuste strategie ed esperienza si riesce a risvegliare in loro la gioia della conoscenza. Un altro mio proposito è quello di valorizzare i talenti e le peculiarità di ciascun studente. Nessun alunno é uguale ad un altro, ognuno ha il suo profilo di apprendimento e le sue qualità, per cui cerco sin dai primi giorni di personalizzare l’attività didattica in base alle diverse caratteristiche della classe. Riguardo alla didattica del Latino ed del Greco, il mio approccio è tradizionale, basato sull’apprendimento della grammatica nei primi due anni per poi “spiccare il volo” con lo studio degli autori e delle letterature nei successivi tre anni. Di certo, i più complessi sono gli anni del ginnasio, sono una vera palestra di allenamento grammaticale, è necessario quindi, con pazienza, insegnare un metodo efficace ai ragazzi (strategie di memorizzazione, utilizzo corretto del dizionario, sottolineare con diversi colori il testo, organizzazione adeguata del quaderno, gestione del tempo) e, da parte loro, imparare a gestire le nozioni che devono essere sedimentate e rielaborate in modo rigoroso, costante e logico. In genere, all’indiscutibile apprendimento mnemonico, associo rielaborazioni personali delle regole acquisite, in classe si lavora su frasi che creiamo insieme ad hoc per poter rendere più comprensibile anche la regole grammaticale più ostica. A tal proposito, sono ormai vari anni che coinvolgo le mie classi in un progetto di scambio epistolare con gli studenti di un liceo di Parigi. I ragazzi dei due paesi si conoscono e coltivano la loro amicizia tramite lo scambio di lettere scritte interamente in latino (lettere composte a mano e spedite tramite posta tradizionale). Quest’attività dà grande entusiasmo agli allievi che imparano a sentire finalmente “amica” la lingua latina e a riutilizzare quelle regole imparate a memoria che, invece, diventano ad un tratto semplici e vere, veicolo di conversazione con propri coetanei. Durante il triennio entriamo nel vivo della bellezza delle due culture, lo studio della letteratura è sempre associato ad attività che possano far ampliare ed approfondire le loro conoscenze: spettacoli teatrali, visite a Roma e dintorni, viaggio a Siracusa per assistere alle tragedie greche nel mese di maggio. Al triennio sostengo e preparo gli alunni che desiderano partecipare ai vari certamina di lingua classica. Il mio fine è quello oraziano del “miscere utile dulci”, al tradizionale metodo di insegnamento del latino e del greco (memoria, metodo e rigore) fondere l’entusiasmo verso la nostra cultura comune, sviluppando capacità logiche ed espressive.

Riguardo all’insegnamento dell’Italiano, al biennio perseguo l’obiettivo di rinforzare le conoscenze linguistiche, riprendendo per intero la grammatica italiana, lavorando costantemente su di essa e sulle sue strutture. La finalità é quella di sviluppare il più possibile le competenze espositive orali e scritte. Un altro obiettivo è quello di riaccendere il piacere di leggere, ogni mese circa assegno un libro, scelto non solo tra i classici ma anche tra testi che possano completare ed arricchire gli argomenti studiati (romanzi ambientati nell’antica Grecia o Roma, ad esempio) oppure testi che abbiano attinenza con questioni di attualità o tematiche ambientali. Al triennio il mio obiettivo è quello di approfondire la storia della letteratura italiana ma anche di far loro sviluppare il senso critico, la capacità di lavorare trasversalmente tra le materie, di riuscire a creare collegamenti funzionali tra discipline, di criticizzare un testo anche non letterario. Invito gli studenti (sia del biennio che del triennio) alla partecipazione ai vari concorsi letterari e, con piacere, ho constatato che il gruppetto di alunni che aderisce a queste iniziative ogni anno è sempre più nutrito.

Il nostro é un lavoro delicato, impegnativo ed interessante, di una competenza non solo didattica ma anche psicologica. Non é solo un mestiere ma una scelta di vita, una vera missione basata su empatia, formazione e motivazione. Siamo dei ponti verso la conoscenza, aiutiamo i ragazzi nella traversata e poi ci ritiriamo soddisfatti, incoraggiandoli a fabbricarsi da soli ponti nuovi.

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